GIOCHI FOTOGRAFICI – puntata 3 – Costruire uno scanner in casa: digitalizziamo i nostri ricordi! – di Giulia l’editor creativa

GIOCHI FOTOGRAFICI – puntata 3 – Costruire uno scanner in casa: digitalizziamo i nostri ricordi! – di Giulia l’editor creativa

Ciao ragazzi, per molti di voi quello che useremo oggi sarà un materiale sconosciuto e che probabilmente non avete mai usato, ma sicuramente lo avranno utilizzato i vostri genitori, quindi andate da loro e chiedetegli di tirare fuori quella vecchia scatola in cui hanno messo a riposare i loro ricordi sotto forma di sottili strisce trasparenti, i negativi!

Nella scorsa puntata ci eravamo lasciati con la necessità, per il definitivo sviluppo della fotografia, di trovare un supporto che permettesse di FISSARE l’immagine proiettata dal foro della ‘camera oscura’.

Abbiamo visto come la fotografia sia una tecnica, o un’arte, per scrivere con la luce; infatti questa parola, che combina due termini greci “foto” (luce) e “grafia” (scrittura), significa proprio questo: scrivere con la luce. Per fissare questo tipo di scrittura su un supporto, ci serve un metallo che sia molto sensibile alla luce; un metallo che ha questa proprietà fondamentale è l’ARGENTO. Avete mai notato come gli oggetti di argento, per esempio una collana, un bracciale o delle posate con il tempo si scuriscano? Questo dipende proprio dal fatto che l’argento, essendo sensibile alla luce, quando è esposto a fonti luminose subisce una trasformazione chimica, si ossida, si scurisce. Questo ragazzi, è il principio intorno a cui ruota la fotografia analogica!

Il negativo, che oggi andremo ad utilizzare, è una striscia di pellicola trasparente, flessibile e molto resistente su cui viene steso un sottilissimo strato di emulsione di cristalli d’argento. Quando i cristalli d’argento vengono colpiti dalla luce si scuriscono più o meno a seconda della quantità di luce che ricevono e in questo modo si va a formare l’immagine, che sarà poi la fotografia che stiamo scattando. Quello che conosciamo oggi come negativo fotografico ha ovviamente una lunga storia di scoperte e perfezionamenti alle sue spalle, infatti così come erano grandi e ingombranti le ‘camere oscure’, le fotocamere del passato, lo erano anche i supporti su cui registrare le immagini.

Il primo a fissare un’immagine, nel 1826, fu Joseph Niecèphore Niepce. Lui usò lastre spennellate di una sostanza sensibile alla luce chiamata Bitume di Giudea. Il risultato fu una foto non molto nitida, ma fu comunque un ottimo punto di partenza!

Nel 1839, Luise Daguerre scoprì il modo di sfruttare l’azione della luce su una lastra di rame argentata e disse:

“Ho afferrato la luce fuggente e l’ho fatta prigioniera. Ho costretto il sole a dipingere immagini per me.”

Nello stesso anno, Henry Fox Talbot riuscì ad utilizzare come materiale di supporto la carta, stendendoci sopra una soluzione di nitrato d’argento e, cosa fondamentale, riuscì a riprodurre (per contatto con un altro foglio di carta) un infinito numero copie della stessa immagine. In sostanza possiamo dire che Talbot fu l’inventore il negativo, anche se il brevetto della fotografia venne poi assegnato a Daguerre.

Da un negativo si possono quindi ottenere, grazie alla stampa, infinite copie di un’immagine; visto però che dentro casa non possiamo stampare, ho pensato di proporvi un modo per “tradurre” l’immagine scritta nel negativo in una lingua che vi è più familiare: quella digitale. Proviamo allora a costruire uno scanner. Nel video che trovate qui sotto ci sono tutte le istruzioni per crearlo, buon divertimento!