Internet sottomarino

Internet sottomarino

Carissimi Technoamici, piove ancora dalle nostre parti. Restando quindi in tema “sottomarino” ci giunge la notizia di una bellissima ricerca condotta da un consorzio internazionale coordinato dall’Università “La Sapienza” di Roma.

Avreste mai immaginato di potervi collegare ad internet da un fondale marino? Avreste mai pensato di poter lavorare con una serie di robot subaquei collegati con una rete internet subacquea?

È questo l’ambizioso obiettivo del progetto “SUNRISE: Building the Internet of Underwater Things”. Il team dovrà affrontare lo studio del comportamento dei segnali sottomarini, per capire come è possibile superare tutti gli ostacoli della propagazione in un ambiente così ostile.

E a chi si sono ispirati per risolvere questi problemi? A coloro che già comunicano in questi ambienti. Basta vedere quello che già fanno in natura delfini e balene. Il consorzio sta studiando come trasferire il segnale attraverso il suono, la vera chiave di volta.

Impariamo dai delfini a comunicare sott'acqua
Impariamo dai delfini a comunicare sott’acqua

Basterà disporre dei robot sottomarini che comunichino tra loro attraverso modem acustici.

Ma perchè è così difficile la comunicazione sottomarina? Sott’acqua ci troviamo in un fluido che rallenta molto il suono rispetto ad un’onda radio nell’atmosfera. Inoltre immaginate quanto è disturbato il segnale dove, a differenza di quanto si possa immaginare, c’è un gran “frastuono”. Il nostro segnale lancianto in profondità è disturbato continuamente, non solo dalle “chiaccherate” tra gli animali che compongono la fauna marina ma, soprattutto ultimamente, dalle attività umane. E di “frastuno” ne produciamo un bel po’ anche in fondo al mare. Transito di navi di tutti i tipi, operazioni di estrazione di idrocarburi e molte altre attività.

È chiaro che l’impresa di voler comunicare in questo ambiente risulti più ardua di quanto possiamo immaginare.

Questo studio potrà essere molto importante non solo per chi non riesce a stare senza connessione e senza telefonino neanche quando va al mare, ma principalmente, per tutti quegli studi che potranno aiutarci a monitorare le barriere coralline, i vulcani marini e magari potranno anche aiutarci nella prevenzione degli tsunami. Per gli amanti dell’archeologia sottomarina potremo ricostruire in 3D  siti archeologici sommersi. Ma potrà essere molto utile per la ricerca di cose o persone disperse in mare.  Insomma una ricerca che potrà portarci a conoscere e connetterci sempre di più anche con il mondo sottomarinoVolete sapere come è fatta un’onda sonora o visualizzare un suono? Lo potrete fare nella sala VEDERE LA MUSICA