Siamo a bordo di una cometa

Siamo a bordo di una cometa

Cari TechnoAmici, avrete sicuramente sentito che ieri è stata una giornata storica per lo studio della storia del nostro sistema solare.  Per la prima volta nella storia dell’uomo un oggetto supertecnologico costruito da mano umana è atterrato (sarebbe meglio dire accometato) su un nucleo di una cometa per poterla studiare in dettaglio e fornirci informazioni utili sull’origine della vita e sulla natura e la storia di questi bellissimi corpi celesti che decoreranno fra un mese molti alberi e presepi natalizi nelle nostre case.

Sembra strano ma questo studio potrà fornirci informazioni importantissime su moltissimi argomenti differenti. Nei prossimi mesi ne vedremo delle belle.

La cometa sulla quale il piccolo lander di nome Philae è approdato ieri si chiama 67P/Churyumov-Gerasimenko dal nome dei due scopritori russi che l’hanno scoperta nel 1969.

Philae sviluppato dall’ESA – Agenzia Spaziale Europea ha viaggiato per ben 10 anni sulle spalle della sonda Rosetta per essere sganciato proprio ieri alle 10.05 ora italiana

Questo piccolo lander (non più di un metro di altezza e 100 kg di peso) è un vero e proprio gioiello tecnologico. Non è facile accometare. Per arrivare a questa macchina hanno partecipato in molti dall’Aerospace Research Institute tedesco ( DLR ) all’ESA a molti istituti Austriaci, Finlandesi, Francesi, Ungheresi, Irlandesi, Inglesi ma anche Italiani che hanno avuto un ruolo importantissimo anche nella direzione della missione.

Credit: ESA La sonda Rosetta, il lander Philae e la cometa Churyumov-Gerasimenko
Credit: ESA
La sonda Rosetta, il lander Philae e la cometa Churyumov-Gerasimenko

Tutti i dati che riceveremo saranno trasmessi sulla terra tramite l’orbiter, ovvero la sonda Rosetta che continua ad osservare a distanza tutte le operazioni che il lander compirà sul nucleo della cometa

Philae trasporta su se ben 9 esperimenti e come un vero e proprio “geologo spaziale” provvederà a perforare ed analizzare la composizione della cometa prelevando campioni anche dal sottosuolo.

Come dicevamo prima atterrare su una cometa non è facile soprattutto per la scarsissima gravità dovuta al nucleo della cometa all’incirca 10000 volte minore di quella che abbiamo qui sulla terra. Proprio per questo l’operazione è stata molto lenta ci sono volute all’incirca 7 ore per poter compiere tutta l’operazione e per non rimbalzare è stato necessario mantenere una velocità molto bassa (circa 1 m/s) ed aiutandosi con un piccolo motorino e con degli arpioni si è cercato di non far rimbalzare il lander sulla superficie.

Come può avvenire in queste circostanze, qualcosa sembra non aver funzionato proprio sul sistema di arpionaggio e per molto si è temuto e non si riusciva a comprendere la situazione di posizionamento e di stabilità di Philae.

Le sue gambe artificiali sono dotate infatti di un sistema complesso di arpioni che dovrebbe mantenere stabile il lander sul nucleo.

A bordo di Philae c’è una grande quantità di strumenti. Dallo spettrometro per analizzare la composizione chimica, al detector per molecole organiche. Dalla radio sonda per studiare la struttura interna della cometa al magnetometro per strudiarne il campo magnetico.
Oltre a questi il lander è dotato anche di una trivella che può scavare in profondità e trasportare campioni a bordo per analisi successive.
Ma soprattutto è dotato di un sistema di microcamere panoramiche in grado di fornirci immagini ad alta risoluzione che non vediamo l’ora di poter osservare.

La prima foto ricordo c’è arrivata proprio stamattina. Aspettiamo di vedere le altre meravigliose immagini.

Per approfondire temi riguardanti il cielo e lo spazio vi ricordiamo che in questo periodo ospitiamo negli spazi di Technotown la cupola gonfiabile del Planetario di Roma in questo periodo di chiusura per lavori di manutenzione della grande cupola dell’EUR

CREDIT: ESA/Rosetta/Philae/CIVA
CREDIT: ESA/Rosetta/Philae/CIVA ecco le prime immagini del luogo di “accometaggio”